Papaveri e Fate
Eccoci qui, siamo tornati.
Come state, Amici delle Fate?
Noi siamo stati a trovare i Boschi e l'Umana si è persa - come al solito - dietro ai voli delle Api (facendo la conoscenza del Bombus Perplexus, ma questo ve lo raccontiamo un'altra volta).
Proprio da a un campo incolto lì vicino, ai piedi dell'Abbazia di Montecassino, viene il Papavero che ha ispirato la piccola Fata addormentata nel suo grembo.
Sta per svegliarsi, ma indugia ancora un po' nei sogni. Sono sogni buoni. Quelli che, da svegli, diventano nutrimento, alimentando in noi la forza e il coraggio, illuminando il sentiero per la loro realizzazione.
Mi sento davvero fortunata, - e grata ai miei genitori - per aver avuto il privilegio di essere a lungo immersa in quella magia.
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Celidonia bambina tra i Papaveri... giusto qualche anno fa ^^" |
Ora di quei mari ondeggianti sopravvivono piccole famiglie, creature solitarie qua e là. Quell'abbondanza di bellezza bisogna cercarla, ha bisogno di occhi attenti. Come le Fate. Perché l'agricoltura intensiva, gli incendi, l'incuranza e l'egoismo ha decimato la meraviglia. E questo è molto triste.
Ma i papaveri sono creature forti. Non a caso, sono il simbolo della Resistenza. Il Popolo dei Papaveri sopravvive, nonostante tutto. E ha bisogno dell'aiuto di ognuno di noi. Ciascuno, nel suo unico modo, può prendersene cura: difendendoli, scegliendo con cura e consapevolezza il cibo che ci nutre e che dai loro campi viene, aiutandoli a spargere i semi - in materia e in spirito - al momento giusto. E celebrandoli. Nel mio caso, provando a traghettare in questo piano materiale la loro piccola Fata, attraverso la scultura.
E portando il suo messaggio nel mondo umano, affidandola alla famiglia che la ospiterà. È piccolina, ma ha ali forti e potenti, pronte a librarsi nell'aria.
Mi piacerebbe un sacco se mi scriveste, nei commenti, dei Propositi Fatati, dei piccoli gesti per prenderci cura, ognuno nel suo unico modo, del Popolo dei Papaveri, con il sogno che tornino a inondare di scarlatta meraviglia ogni campo, ogni lato dei sentieri, nella Primavera che verrà.
Perché sono proprio i sogni, quelli buoni, che nutriti di amore e di vera bellezza contribuiscono a formare la nostra realtà.
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